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DOMANDE
FREQUENTI
1.
Chi ha diritto alla Cessione
del Quinto?
Tutti i lavoratori dipendenti e i pensionati
pubblici e privati hanno diritto alla Cessione
del Quinto dello stipendio o della pensione.
Infatti con la finanziaria 2005, dal gennaio
2005 la cessione del quinto è diventata
un diritto tutelato dalla legge per tutte le
tipologie di lavoratori dipendenti e per i pensionati
pubblici e privati. 
2. Per valutare
la richiesta è previsto che l’istituto
erogante contatti l’azienda per cui il
richiedente lavora?
I dati sull’azienda servono solo per
capire se l’operazione sia fattibile o
meno. In nessun caso l’istituto prevede
di contattare il datore di lavoro prima della
firma del contratto di finanziamento.
3. Il datore
di lavoro si può rifiutare di accettare
una pratica di cessione?
No.
Bisogna però precisare che gli istituti
eroganti non accettano ancora le richieste da
dipendenti a tempo determinato e con contratti
atipici (contratti a progetto, etc…).
Si hanno delle difficoltà anche nei casi
di dipendenti di aziende private con breve anzianità
di servizio e di dipendenti di società
di persone.
4. Il datore
di lavoro si può rifiutare di accettare
una pratica di delega di pagamento?
Sì. In tal caso l’accettazione
della pratica è a discrezione del datore
di lavoro. In genere comunque non si incontrano
grandi resistenze da parte del datore di lavoro
perché quest’ultimo non corre alcun
rischio, non avendo responsabilità sul
regolare pagamento del debito.
5. Quali
sono i vantaggi del prestito con Cessione del
Quinto rispetto al classico
Prestito Bancario?
- la dilazione del pagamento fino a 120 mesi
(10 anni);
- la copertura assicurativa casi premorienza,
invalidità permanente e perdita di
posto di lavoro;
- la possibilità di finanziare anche
persone con altri debiti in corso o con problemi
finanziari;
- l’assenza di richieste di garanzie,
avalli, apertura di conto corrente, canalizzazioni
dello stipendio, etc…

6. Si può
richiedere una Cessione del Quinto se già
ne esiste una in corso?
In questo caso le possibilità sono
diverse:
Se il debito residuo da estinguere non è
eccessivo si può rinnovare la cessione,
aumentando l’importo del finanziamento
rispetto a quello già in corso. Importo
che verrà utilizzato in parte per estinguere
il finanziamento precedente (al netto della
quota interessi non maturata) mentre il restante
verrà erogato al richiedente. In tal
modo è possibile ottenere ulteriore liquidità
senza aumentare la rata del prestito in corso
ma solo allungandone il termine di scadenza.
Per alcune categorie di lavoratori dipendenti,
nel caso di debito residuo della Cessione troppo
alto, è possibile ricorrere a un PRESTITO
DELEGA: in tal caso, per legge, si può
addebitare sulla busta paga una seconda rata
pari al 20% dello stipendio netto per un totale,
quindi, del 40% dello stesso. Per i dipendenti
statali tale procedura può arrivare anche
al 50% dello stipendio netto.
Nel caso i debiti siano diversi e di diversa
natura è possibile valutare la possibilità
di estinguerli e accorparli in un’unica
rata, anche di importo inferiore, attraverso
un “MUTUO CONSOLIDAMENTO DEBITI”,
che permetterà al richiedente anche di
ricorrere a una nuova Cessione del Quinto, per
avere a disposizione ulteriore liquidità.
7. Si può
richiedere un Prestito con Cessione del Quinto
se già esistono dei prestiti in corso
di altro tipo?
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Proprio per le sue caratteristiche, la
Cessione del Quinto può essere
utile al Consolidamento dei Debiti in
corso
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Sì, con la Cessione del Quinto o la
Delega non è necessario recuperare informazioni
personali o sulla situazione debitoria, né
far firmare terze persone. Questo perché
la rata viene trattenuta direttamente in busta
paga dal datore di lavoro, quindi non serve
altra garanzia.
Inoltre proprio per le sue caratteristiche
la Cessione del Quinto può essere utile
al Consolidamento dei Debiti in corso: se si
hanno troppe rate in corso che minacciano di
diventare ingestibili, con la Cessione del Quinto
è possibile accorparle in un’unica
rata a lunga scadenza. Se il valore residuo
del debito è particolarmente elevato
si può ricorrere a un “MUTUO CONSOLIDAMENTO
DEBITI”, un prodotto innovativo che permette
di risolvere in molti casi i propri problemi
finanziari. 
8. È
possibile richiedere un prestito tramite la
Cessione del Quinto anche se non esistono garanzie
da offrire?
Sì, con la Cessione del Quinto o la
Delega non è necessario recuperare informazioni
personali o sulla situazione debitoria, né
far firmare terze persone. Questo perché
la rata viene trattenuta direttamente in busta
paga dal datore di lavoro, e non serve quindi
altra garanzia. Il prestito può essere
erogato anche a protestati e “cattivi
pagatori”.

9. Qual
è l’importo massimo della rata
mensile?
La rata mensile può essere di un importo
massimo pari a 1/5 (20%) dello stipendio netto
o della pensione netta. Nel caso di alcune categorie
di lavoratori è possibile, per legge,
addebitare sulla busta paga una seconda rata
pari al 20% dello stipendio netto, per un totale,
quindi, del 40% (2/5) dello stesso.

10. Quando
è permesso cedere più di 1/5 dello
stipendio?
Non è permesso ai dipendenti privati
accedere a un prestito la cui rata sia superiore
a un quinto del loro stipendio. E’ invece
permesso ai dipendenti di determinati Enti Pubblici
Locali (ASL, Comuni, etc.) accedere a tale forma
di prestito. In questi casi l’ammontare
delle rate trattenute in busta paga può
arrivare a 1/3 dello stipendio netto. I dipendenti
statali hanno la possibilità di accedere
a un prestito, la cui rata potrà essere
pari a un altro quinto del loro stipendio mensile
per un totale di 2/5 (40%) dello stipendio.

11. Le
rate restano uguali per tutta la durata del
prestito?
Sì. Il tasso di interesse è
fisso e quindi anche la rata resta fissa per
tutto il periodo di ammortamento.
12. Come
avviene l’erogazione del finanziamento?
L’erogazione avviene mediante assegni
circolari non trasferibili intestati al richiedente,
oppure mediante bonifico bancario su di un conto
corrente intestato al richiedente stesso.

13. In
che termini l’importo del prestito è
legato al TFR maturato?
Per i dipendenti di Aziende Private il montante
del finanziamento richiesto (montante = ammontare
della rata moltiplicato per il numero delle
rate) deve essere inferiore all’ammontare
della liquidazione (TFR) lorda maturata, moltiplicata
per 4.
Per i dipendenti Statali e di Enti Pubblici
il problema non sussiste.
NOTA: per i pensionati il montante del finanziamento
che può essere erogato non dipende naturalmente
dal TFR ma dall’età anagrafica
del richiedente e dal valore netto della pensione.
14. Come
funziona la copertura delle polizze assicurative?
Il finanziamento tramite cessione del quinto
deve obbligatoriamente prevedere le garanzie
assicurative VITA e IMPIEGO.
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In caso di premorienza o da sopravvenuta
invalidità permanente la Compagnia
Assicurativa salda la Banca e il
debito viene estinto senza che ci sia
successiva rivalsa verso i familiari.
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In caso di premorienza o da sopravvenuta invalidità
permanente la Compagnia Assicurativa salda la
Banca e il debito viene estinto senza che ci
sia successiva rivalsa verso i familiari. Contrariamente,
in caso di cessazione del rapporto di lavoro,
la Compagnia Assicurativa salda la Banca per
la quota non coperta dalla liquidazione maturata,
salvo poi rivalersi sul cliente, che resta comunque
il debitore principale. Nel caso, infine, di
interruzione temporanea del rapporto di lavoro
(per aspettativa, malattia, etc.) la Compagnia
Assicurativa sostituisce il cliente nel pagamento
delle rate, fermo restando il suo diritto a
rivalersi sullo stesso.

15. I pensionati
pubblici e privati possono accedere alla cessione
del quinto della pensione?
Sì, anche i pensionati possono contrarre
con banche e intermediari finanziari prestiti
da estinguersi con cessione di quote della pensione
fino al quinto della stessa, valutato al netto
delle ritenute fiscali e per periodi non superiori
a dieci anni.
Possono essere cedute le pensioni o le indennità
che tengono luogo di pensione corrisposte dallo
Stato o dai singoli enti, gli assegni equivalenti
a carico di speciali casse di previdenza, le
pensioni e gli assegni di invalidità
e vecchiaia corrisposti dall’INPS, gli
assegni vitalizi e i capitali a carico di istituti
e fondi in dipendenza del rapporto di lavoro.

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